Blog Foto pensiero e leggere parole

Dalla foto alla parola le immagini ed i pensieri che servono a raccontare e sperare nell'Italia di domani. Riflexioni, tutto sommato
venerdì, 19 dicembre 2008

autogol

Ieri dal  cellulare (no non preoccupatevi non venivo tradotto in nessun posto, in questo caso cellulare è telefono) ho buttato giù queste due righe.

Forse è poco politico e non "alto" buttarla in termini calcistici.
Ma questo disastrato PD, per il quale mi faccio il mazzo, somiglia sempre più alla Roma di qualche mese fa. Allo sbando con scorribande sulla destra e sulla sinistra e con uno spiccato senso individualista.

L'ultimo episodio è il ridicolo autogol di Lusetti: "io faccio promesse a tutti però poi non mantengo mai".
Una distanza siderale dalla politica di ascolto e di intervento che NON deve promettere, ma realizzare e cambiare con un alto senso etico nella politica.

Lusetti, forse una stagione in panchina non ti farebbe male.
Così come per Latorre che suggerisce al portiere Bocchino dove buttarsi per parare il rigore.

Suvvia un pò di panchina e fondamentali fanno sempre bene.
Allenatore Veltroni è ora di fare qualche sostituzione.
postato da riflexioni alle ore 14:00 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: italia, politica, sinistra, futuro, basta, assurdo, partito democratico


sabato, 06 dicembre 2008

Nunzia

Nunzia o Gianna o Luigi o Pina

potrei dire che il nome non è importante, ma oggi parlerò di Nunzia.

Nunzia ha chiamato questa mattina, e  - come tutte le volte che fai un qualcosa di inconsueto - si percepiva nella  sua voce un certo imbarazzo.

Mi ha chiesto se oggi eravamo aperti ed io le ho risposto che lo eravamo.

Vi devo portare le firme, mi ha detto.
Le ho raccolte in questi giorni. Sai, ho letto su facebook e poi ho parlato con Carla.

Quando si è presentata al Circolo, pensavo venisse per portare un foglietto con le firme raccolte tra gli amici. Ogni foglio ne raccoglie 5 di firme.

Si è presentata, invece, con 60 firme raccolte tra i cittadini di Marconi che chiedono il ripristino della linea 170 diretta a Termini (senza trasbordi).

E questo per protestare contro la decisione del Comune e dell'azienda (su pdmarconi.ilcannocchiale.it ci sono un po' di info)

Ha colto una opportunità che le era offerta o ha intravisto un modo concreto per aiutare a risolvere un problema. Quello che spesso ci dimentichiamo di fare, pensando di poter volare alto.

Ci ha dato una mano, perchè lo sentiva. Un piccolo grande gesto, volontario.

Ad una nostra riunione per parlare di Obama ci hanno detto: "il successo è stato dare gli  strumenti che permettessero di  costruire una rete in cui ognuno si sentisse responsabile dei piccoli gesti concreti".

Chissà che non sia di auspicio.

Andiamo avanti.


postato da riflexioni alle ore 19:42 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: italia, politica, sinistra, futuro


sabato, 29 novembre 2008

Autoconvocati per le primarie a Roma

Vabbè .... parliamone.

Su Facebook  sta girando un appello degli autoconvocati PD per le primarie.

***

ASSEMBLEA DEGLI "AUTOCONVOCATI PER LE PRIMARIE A ROMA"
"politica, partito democratico, roma."

L'inizio di questo evento è previsto per le ore 18.00 del giorno 1 dicembre 2008 in Teatro Due .

*****

Sinceramente sono un po' confuso, ma sento e vedo che a Roma la situazione è un po stagnante.

Per flash provo a dire la mia (ma proprio flash) riportando quanto già postato su facebook stesso.


postato da riflexioni alle ore 19:57 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: italia, politica, sinistra, futuro, partito democratico


venerdì, 28 novembre 2008

America 2.0

Sul numero 226 di Computer-Idea, in edicola in questi giorni, è uscito un interessante articolo di Andrea Maselli che analizza l'uso intelligente ed intensivo fatto da Obama a proposito dei social network.

L'espressione "organizzatore di consenso" di cui Maselli parla  ha la stessa accezione che nel corso di un dibattito, fatto al Circolo PD Marconi, Anthony Sistilli (Democrats abroad) fece a proposito della rete di gruppi e di interessi che si erano formati intorno ad Obama.
Lo staff aveva messo a disposizione lo strumento ed una organizzazione dal basso lo aveva popolato.

Qui l'articolo di Andrea Maselli.

Un nero (ma solo "abbronzato" secondo alcuni) di origini africane, che conquista la guida del paese più potente del mondo, con un programma che fa leva sulle speranze degli americani piuttosto che sulle loro paure, è, nella sostanza, una rivoluzione di portata storica. E per certi versi già leggendaria. Ma se lo è nella sostanza, lo è anche nella forma.


La campagna elettorale di Barack ha segnato uno spartiacque anche nel modo di fare comunicazione politica, che da oggi, perlomeno nei paesi civilizzati e dotati di una democrazia forte, è destinato inevitabilmente a cambiare. Obama ha infatti compreso a fondo le potenzialità della Rete e ne ha fatto un uso a dir poco scientifico, tanto per diffondere il proprio messaggio politico, quanto per generare un "effetto volano" che ha moltiplicato oltre misura i feedback e il supporto dei potenziali elettori.

Non c'è un solo strumento della comunicazione reticolare che Obama non abbia usato: Facebook, Myspace, Twitter, blog, videogiochi on-line, e giù, fino allo stupidissimo Second Life, senza dimenticare e-mail e SMS.


Ha speso milioni di dollari per far man bassa di parole chiave AdWords e far apparire i propri link sponsorizzati tra le risposte alle ricerche effettuate con Google: cercavi "crisi finanziaria" e compariva la ricetta del senatore afroamericano per sanare il dissesto economico del continente.


Non è semplice furbi­zia: significa piuttosto aver compreso che per comunicare con i propri elettori bisogna stare là dove sono loro, piuttosto che pretendere che siano loro a venire da te, adeguandosi alla tua agenda. Certo, aver avuto come consulente "informale" Erich Schmidt, direttore esecutivo di Google, deve essersi rivelato di grande aiuto (e aver fruttato anche qualche sconto sul servizio), ma sta di fatto che quando non si ha qualcosa da dire, quando manca un messaggio realmente potente da veicolare, anche il più sofisticato "marketing virale" serve a poco.


E di cose da dire Barack Obama ne aveva molte. Talmente tante da strabordare dal mezzo televisivo, un medium che preferisce i motti incisivi, gli spot fulminanti, le frasi ad effetto, ai discorsi lunghi, complessi e ricchi di contenuti. Ovvero quelli che riescono meglio a Obama.

Ed ecco, allora, che la straordinaria abilità oratoria del senatore si riversa su You Tube, dove realizza un proprio canale personalizzato. Per ogni discorso che viene pubblicato - roba che va dai trenta ai quaranta minuti - le visite si contano a milioni: la gente ha finalmente la possibilità di consumare la campagna elettorale secondo i propri tempi, da casa propria, e lo fa. Lo fa oltre ogni possibile previsione.


Non è che gli altri candidati alla Casa Bianca non avessero il sentore dell'importanza della Rete, ma nessuno l'ha presa seriamente quanto Obama. L'investimento fatto su You Tube ha del clamoroso: una squadra di cameraman professionisti, una cinquantina di montatori, una produzione copiosa e una tempestività degna di un network televisivo "all news". L'uso che ne fece Clinton, a confronto, appare come l'incarnazione di una passione adolescenziale sviluppata con l'uso di un videofonino ...


Ma è con Facebook che l'ex senatore dell'Illinois ha superato se stesso. Strategia allo stato puro. In questo caso, infatti, non si è trattato tanto di utilizzare il mezzo per raggiungere direttamente milioni di supporter, quanto di attivarne la massa critica. Grazie alle meccaniche del Web 2.0, ogni singolo "Amico" del circuito ha potuto giocare il ruolo di "organizzatore. di consenso", ovvero dar vita ad una sorta di Circolo che poteva reclutare localmente altri supporter, raccogliere fondi, gestire e ridiffondere le notizie veicolate dai media.

Se si moltiplica questa attività per le centinaiadi migliaia di aderenti al circuito, e vi si aggiungono anche quelli che fanno capo agli altri social network utilizzati da Obama, la sorprendente capacità di penetrazione di questa strategia balza agli occhi.

I cosiddetti "media sociali" hanno permesso al candidato democratico non solo di raggiungere fasce di popolazione elettoralmente inesplorate (giovani e avezze al mezzo digitale), ma di estendere su scala nazionale la propria "gioiosa macchina da guerra" in tempi e con mezzi nemmeno lontanamente paragonabili a quelli necessari per condurre una campagna tradizionale: sarebbe ridicolo sostenere che la nuova presidenza statunitense sia figlia del Web, ma di sicuro gli deve molto.


È divertente, anche se forse un po' impietoso, osservare le differenze tra gli esempi di uso consapevole della Rete come strumento di comunicazione politica che ci vengono da oltre oceano con i modelli di "propaganda digitale" made in Italy. Qui da noi la politica si presenta sui blog e su You Tube (quando lo fa) con lo stesso stile e le stesse finalità di una vecchia decrepita, ìmbellettata e in minigonna, che scimmiotta le movenze e la parlata della gioventù che la circonda, nella disperata speranza di apparirne una degna rappresentante. Una vecchia che, se si ritrovasse improvvisamente davvero giovane, della giovinezza non saprebbe che farsene. D'altronde, come diceva la canzone?

"Tu vuo' fa l'americano ... "


Andrea Maselli

postato da riflexioni alle ore 19:15 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: italia, politica, futuro, partito democratico


mercoledì, 19 novembre 2008

Deputato di stile, eletto di stile ... e di sostanza

qualche giorno fa ho scritto ai membri della commissione cultura dalla camera, a proposito di quello che passa per essere il "disegno di legge ammazza blog".
A questa email mi hanno dato pronta risposta lo stesso relatore Levi e Giovanni Bachelet.

In particolare, a Giovanni che conosco "politicamente", debbo questo ringraziamento già comunicatogli via email (un grazie anche a Chiara)

***** eccola

Grazie
secondo me lo stile dei nostri deputati si riconosce anche da se e come rispondono.
E voi mi piacete.
Rimane il dato di fondo: capire meglio il progetto di legge.
Bravi e grazie
PS Levi mi ha scritto due righe dicendo che spiegherà meglio.
Speriamo
Ciao
Enrico



****° fine


E' un ringraziamento che premia (con la stima) i deputati di stile, quelli del PD eletti (ovunque) che riescono a mantenere un buon rapporto con i propri elettori.

Ce ne sono molti, forse non quanti ne vorremmo

Alcuni li conosco de visu, altri meno, altri solo per averli letti sul giornale.

Farne un elenco risulterebbe forse un "buoni/cattivi" ... vabbè diciamo che segnalo quelli meritevoli:

Federica Mogherini, perchè + che un deputato sembra una di noi, una del popolo
Paolo Masini, vabbè non è deputato (Comune) ma lo faranno ;-))) e poi è un gran lavoratore e si da da fare. Altro che fannullone.
Giovanni Bachelet, perchè le volte che è venuto al circolo o quelle in cui io gli ho scritto si è sempre dimostrato reattivo e gentile. Insomma, ascolta.
Marco Miccoli, vabbè non è deputato (consigliere provinciale) ma lo faranno ;-)))) e poi è della magica
Paola Concia, perchè è schietta e diretta

per ora mi fermo ma lo aggiornerò !!!!
postato da riflexioni alle ore 14:18 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: italia, politica, futuro, partito democratico


Chi sono

Utente: riflexioni
Nome: Enrico
fatti non foste per viver come bruti ma per seguire virtute e canoscenza // Dante, Inferno XXVI


  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


Archivio

oggi
--- 2008 ---
--- 2007 ---
--- 2006 ---

Partecipano

Bottoni

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading*volte