Blog Foto pensiero e leggere parole

Dalla foto alla parola le immagini ed i pensieri che servono a raccontare e sperare nell'Italia di domani. Riflexioni, tutto sommato
martedì, 25 novembre 2008

Grazie Papà ... e ciao!

Caro papà, il tuo ultimo viaggio a Graffignano è avvenuto ieri, 24 novembre, e da ieri sei con nonno Enrico e nonna Avelia. Per portarti su ho fatto la strada di Ponte della marina, non l’avevi più fatta ed ho pensato che avresti apprezzato questa strada che percorrevi da giovane.

Sai, ieri c’era tantissima gente a San Frumenzio, i tuoi amici e vicini (ho rivisto Casini ed i Sette), c’erano Marina e Francesca con le quali abbiamo ricordato te e Lello, in una vecchia foto vestiti da “barbone” e da scozzese.

C’erano i parenti di Roma e a Graffignano c’erano Zio Franco, Maurizio, Sandra e la sua famiglia, e Massimo e Fabio e Anna e Flavia.

Mamma più volte ha detto: “non credevo venisse tanta gente”, e con mamma Clara c’eravamo noi figli.
Stai tranquillo ora penseremo noi a tutto.

Carlo ha pronunciato davanti a tutti parole improntate al ricordo e al riconoscimento dei veri valori che ci hai trasmesso, la semplicità ed il combattere la vanità. Ed ha con orgoglio evidenziato - e ricordato - i tuoi 50 anni e più di amore per e con mamma.

Che bella festa abbiamo fatto questo Aprile 2008, 50 anni di matrimonio (sai, domenica sera ho visto - nella vostra camera da letto - quella bella foto-composizione che tutti i  nipoti avevano regalato a te e mamma).

Ammetto che in Chiesa anche il prete officiante ha usato un tono semplice, senza retorica, rispettoso – e di questo lo ho anche ringraziato  - delle differenti anime e pensieri che erano li con te.
Ti hanno salutato persone e occhi conosciuti, persone lontane che hanno voluto di nuovo incontrarti, persone ritrovate (Daniela, una mia compagna di classe del liceo. Ma del liceo parleremo dopo), miei - e di Carla - compagni ed amici di partito.

Ti sto scrivendo queste note confuse - che ti accorgerai salteranno e spazieranno, spesso senza seguire un filo logico - solo dando il via libera ai miei mille pensieri che si rincorrono. E non ti farò l’elenco di c’era. Io li ricordo e tu magari li avrai visti …

Venerdì mattina, mentre ero li con te, mi sono affacciato alla finestra ed ho pensato al duro contrasto tra quella situazione in ospedale – e te assopito, forse cosciente forse no – e ciò che vedevo fuori dalla finestra: un parco giochi per bambini – colorato ma vuoto – scosso dal vento che soffiava. Ho pensato, in quelle ore di attesa, che forse una ventata più forte ti avrebbe portato via assecondando così anche quella tua invocazione “voglio dormire, voglio andar via!!!”.

Ed è avvenuto così, forse. Non ricordo se il vento soffiasse ancora quando alle nove di sera di venerdì 21 novembre ci hai lasciato.
Con te in quel momento c’era Costantino, gli hai stretto la mano e sei andato. Lo sai che Mariella avrebbe voluto stare con te anche di notte, ma le hai sempre detto di andare a casa, un po’ per i figli e un po’ perché non ce la faceva a sollevarti fisicamente.

Ho voluto ricordare Costantino perché, sai papà, non sei stato solo il nostro papà ma credo che tutti quelli – più giovani - che ti sono stati intorno ti abbiano riconosciuto quella grande dote di umanità tipica dei padri giusti, una grande dote di dialogo e tolleranza.

Quando sei andato via, io stavo accucciato - a casa per terra - alla ricerca di tue foto, circondato da quelle in cui eri al mio matrimonio con Carla (grazie ancora per aver capito e rispettato  la nostra scelta di allora, in Comune) e quella di te con Giovanni piccolo, piccolo. E questo nostro saluto collettivo ho voluto ti accompagnasse  (ho scritto un bigliettino che ho infilato nella bara … c’erano anche altri ricordi dei tuoi figli e nipoti).

I nipoti, i nipoti …Lorenzo è stato grande e bravo, ha assistito a tutto .. in questo è stato uguale ad Alberto (padre e figlio!). 
Tommaso ti ha seguito sino a Graffignano, Giorgio e Fabio, Giulia, Valerio, Giovanni, tutti hanno pensato a te, ognuno con la propria capacità dovuta agli anni.

Ora ti faccio sorridere. Domenica mentre andavano a casa di Mariella, Giovanni ha chiesto di vedere la pagina de “il messaggero” dove ho fatto pubblicare un tuo ricordo. E tu sai (chissà? Lo sai, vi siete incontrati? Che buffe parole per un non credente come me) che sabato anche Sandro Curzi è morto. Mi ricordo che ti piaceva.
Bene, Giovanni vedendo tutti quei ricordi ha esclamato “ ma in un giorno solo sono morte tutte queste persone che si chiamano Sandro Curzi?”. Era la prima volta che vedeva la pagina degli annunci funebri.

Quando prima parlavo di te come uomo del dialogo (che fatica papà mettere d’accordo sempre i parenti, eh?) ne parlavo anche ricordandomi , e dandotene atto, della spinta che mi ha dato – quando ero adolescente e poi più su – il tuo esempio di impegno civile e sociale.
No, non eri un uomo di barricata o del “mettersi in mostra”.
Con il tuo piccolo esempio a scuola, con i tuoi discorsi nel tempo - sempre vivi ed attuali ma anche cinici e disincantati, vogliamo dire realisti? -  hai lasciato tracce sul mio agire.
Quante volte mi/ci hai detto a me e Carla “basta non voto più, mi hanno stufato, litigano sempre” e quante volte poi – sorridendo – ci hai detto
“ho votato”. Cercando sempre nel dialogo e nell’approfondimento le ragioni dell’essere convinto.

In questi giorni molti amici e compagni sono stati vicini a me e Carla ed  hanno provato a  rincuorarci.
Oltre alla vicinanza di deputati, consiglieri e semplici militanti come me, Beppe mi ha scritto:
“Non lo conoscevo, però conoscendovi ho il vago sospetto che vi abbia insegnato a camminare lungo la sua stessa retta via, compiendo perfettamente il suo ruolo di uomo e padre”.

Anche per queste parole pronunciate da una persona che non conoscevi, e che era li il giorno del funerale, ti dico:
 “Grazie Papà e ciao”.

Come dice mamma, il tuo Enricuccio
25 novembre 2008

postato da riflexioni alle ore 21:29 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: futuro, fotopensiero



Commenti
#1    25 Novembre 2008 - 22:08
 
Enrico, che grande papà hai avuto, se ti ha lasciato tutti questi bellissimi ricordi e la voglia d scrivergli così subito.
Io i genitori non li ho piu' da tanto tempo ormai e resta sempre un dolore sottile, mitigato dal ricordo di tante cose vissute assieme. Voglio farti sapere che ti sono anche io vicina. Un abbraccio forte a tutti voi.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente jeneregretterien

#2    26 Novembre 2008 - 17:12
 
Enrico hai scritto delle belle parole, semplici, vere e mai banali.
Come sono state molto belle quelle dette da tuo fratello in chiesa.
Anche io ho notato che il prete ha detto cose toccanti, parole serene e per fortuna per una volta senza retorica sterile.
Io non vado in chiesa, ma sono stata contenta di essere lì per darti un minimo di affetto.
Sono stata contenta di aver conosciuto Carla anche se avrei preferito farlo in una circostanza diversa.
Siete due belle persone e vi ringrazio di darmi la vostra amicizia.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente senzapanna

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