Blog Foto pensiero e leggere parole

Dalla foto alla parola le immagini ed i pensieri che servono a raccontare e sperare nell'Italia di domani. Riflexioni, tutto sommato
giovedì, 06 novembre 2008

Gli anni del Liceo Archimede

Allora ...
il mio primo impatto fu un picchetto .... era il primo anno diciamo 72/73
lo per li non lo capii, non capivo non sapevo

Con il passare degli anni ... ho cercato di capire, di cazzeggiare, di impegnarmi, di convincermi che i nostri gesti potevano incidere un pochino, ero incosciente, musone, introverso (oddio non è che sia cambiato molto)

Credo sia normale, generazionale, volersi affermare, affermare i propri bisogni (oddio, Agnes Heller e la sua teoria)

Mio padre all'epoca - con i decreti delegati - si occupava di scuola.
Anche lui ha sempre cercato di capire. E di questo gliene sarò sempre grato.

La mia prima contestazione la ricevetti, fa ridere ma è così, al mio paese.
Era una notte introrno al '74 e sotto le finestre di casa di nonna alcuni amici di allora - tra lo sfottò ed il serio - urlavano "contro di decreti delegati siamo sempre più incazzati".

Io non li capivo allora, questi amichetti e compagnucci (in realtà molti di loro erano o diventarono di destra). Non li capivo perchè era come se sminuissero l'impegno di mio padre. Ah ... perchè mi contestavano? perchè per loro ero troppo "destro"

Vabbè andiamo avanti.

Si .. c'era chi ci credeva e chi faceva finta, oppure -  in buona fede - diciamo che seguiva l'onda (per avvicinarci ai giovani di oggi).

Successe allora, succede oggi.

Tenacemente in quegli anni, si cercava di capire, di crescere.
E pur spostandomi un poco più a sinistra (da simpatizzante figgiciotto a pduppino/elleciino/dippino - autonomo no! mai!!!)  si insitillava il costume di saperne sempre di +più per poter ribattere e contestare.

Ho sempre riconosciuto al gramsciano motto una superiorità  e vitalità straordinaria: "studiate, perchè abbiamo bisogno di tutto il vostro sapere".

Le ragazze? C'è chi dice che noi non vedevamo le ragazze. Mah, è un ricordo un po' sfuocato.

C'erano filarini, puntatine, occhiolini e struggimenti vari. C'era chi vedeva le ragazze e le puntava in virtù di "capo" e c'era chi vedeva il "capo" e lo puntava.

Leader e leaderini ci sono sempre stati.

Io non ero molto bravo a dichiararmi (dillo a Carla, mia moglie, che mi dovette "estorcere" nel '78 le parole dalla bocca (però il primo passo lo feci io).

Gli ultimi anni del liceo dopo quell'avanzata straordinaria delle sinistre (lo riconobbi solo anni dopo ) furono i + tumultuosi.

Con il senno del poi (rivedendo anche in TV una trasmissione curata da alcuni miei vecchi compagni di DP) li ho chiamati gli anni del culo. Poi vi spiego il perchè.

Anni di sabato in piazza, anni di speranze, anni di compagni morti (molti anni dopo ripensai che furono anni di giovani morti, solo giovani).

Ricordo quel marzo del '77, tornato a casa zuppo, fradicio e integro. Ricordo un mio intervento nella palestra dell'Archimede che "boatava" perchè  c'era chi sosteneva (anche io) che si faceva un "servizio alla repressione" nel'adottare alcuni comportamenti del cazzo (armerie varie).

Ricordo quel giorno che sull'autobus (ma era dopo il '77, anche se non ne sono sicuro) due stronzetti fasci salirono sull'autobus. Io sedevo in quello che era, allora, il posto del bigliettaio, e siccome leggevo Lotta Continua ed il Quotidiano dei lavoratori, vollero, diciamo, dire la loro. Non ci furono conseguenze gravi, se non spavento e occhiali un po rotti.

Gli anni del culo, dicevamo prima. Si perchè ogni giorno era il culo a far si che tu non passassi nel posto sbagliato all'ora sbagliata. E questo nonostante tutte le accortezze che uno usava. Gli anni del culo per essere riuscito a raccontarli dopo.

Dopo anni, molti anni - 30 anni - ho ritrovato su Facebook alcuni dei compagni di scuola di allora. Ed è una cosa positiva averli incontrati e poter parlare con loro (ma anche cazzeggiare)  su quegli anni.

Per ultimo, last but non least, questo post è dedicato anche a mia nipote Giulia che sta occupando scuola ed è al primo anno di Liceo.

postato da riflexioni alle ore 10:43 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria: italia, politica, futuro



Commenti
#1    07 Novembre 2008 - 10:05
 
Ciao Enrico,

è stato bello leggere queste tue riflessioni.
Sono le stesse che ho fatto poco tempo fa (in parte).

Mi ha colpito la frase "trovarsi al posto giusto al momento giusto".
Questo riguarda in particolare noi che vivevamo a Roma. Nei paesi pochi km fuori Roma non era già più così.
Troppe volte mi sono trovata casualmente in zone "pericolose" ma a una distanza di sicurezza per puro culo.
Sì, abbiamo rischiato tutti molto, perché facevamo attività politica (io no, non direttamente), perché frequentavamo chi la faceva, o semplicemente ci trovavamo in posti a rischio (la scuola era a rischio, ma anche la strada da casa a scuola ad esempio).

Io ho rischiato molto e a volte solo per motivi casuali (attentato di destra con bottiglia incendiaria da Feltrinelli di fronte al Grand Hotel, ero lì, ma era casuale) e succedeva spesso.

Piccolo inciso: chi ha detto che le ragazze non le vedevi?? ;-))

(continua...)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente senzapanna

#2    07 Novembre 2008 - 12:46
 
Per prima cosa vorrei ringraziarti per avermi permesso di RIFLETTERE, come non facevo ormai da anni, su ciò che è stato il LICEO ARCHIMEDE e su come l'ho vissuto...come ho vissuto quegli anni turbolenti.
Non avevo dimenticato, non si può, non si deve, ma ne parlavo poco, ci pensavo poco...in 30 anni ho vissuto tante vite diverse che mi hanno allontanato da quel periodo.
Grazie ai miei compagni ritrovati oggi, tutto torna vivo nella mente...e merita una riflessione attenta.

Anche io non capivo...assemblee...tutti incazzati, i "grandi" dico, e noi appena arrivati con gli occhi sgranati ed eccitati...'ci sono anche io ora qui', sono sicura che l'ho pensato.
Hai ragione l'onda già c'è stata, c'è sempre...forse io ero lì dentro.
Affascinata dalle parole dei "capi" che contestavano a gran voce...volevano ribaltare il mondo, ed io seguivo a bocca aperta tutti i discorsi e le gesta...e se potevo a queste ultime partecipavo.
Parlare no...ero timida, e mai avrei potuto dire la mia di fronte a tante persone (lo faccio ancora oggi...infatti scrivo!).

A volte ho avuto tanta paura, ho rischiato...ce le ho anche prese più volte, ma non importava...andavo avanti. A 14/15 anni se molli sei fuori da tutto ed io invece avevo bisogno di appoggi, consensi...la mia ribellione e la mia rabbia coincidevano con la loro.
Quindi è cominciato tutto, lo ammetto, per egoismo...non capivo, non sapevo, ma partecipavo per me stessa...

Hai di nuovo ragione quando parli di “anni di culo”…e qualcuno quel culo non l’ha avuto…non è riuscito a tornare a casa, oppure c’è tornato e lì è stato ammazzato.
Valerio…da quando vi ho ritrovato, non faccio altro che pensarci.
Un ragazzino come me, più incazzato di me e con più voglia e coraggio di ribattere e contestare.
Ci credeva…ed ecco cosa è successo…mi ha sconvolto…ha sconvolto tanti.
A distanza di anni ricordo tutto, tutto il mio dolore, tutta la mia disperazione per aver perso un amico, un compagno di scuola e di cazzeggio…
A volte sedeva accanto a me in classe, e me lo ricordo così…le guance sempre arrossate, il loden verde, la scoppola….camminava lentamente…
Sperava, lottava, rischiava…ed è morto come un cane…ed io ora ne parlo, io non ero al posto sbagliato nel momento sbagliato, io sono fortunata.
Sono cose che ti segnano a quell’età…per sempre.

Non voglio e non devo dimenticare quegli anni, così violenti (…c’è anche Moro!…magari potremmo parlare anche di quel periodo…), perché sono quelli che più mi hanno formato, che mi hanno fatto comunque capire quale era la mia strada, il mio credo.

Oggi ho tre bambini piccoli e non so se riuscirò a far capire loro tutte le emozioni provate, il dolore, la paura, la gioia in momenti come quelli…così diversi da oggi sotto certi aspetti. Ma spero di riuscire a far sì che credano nelle loro idee e passioni, che lottino per loro…sempre.

Scusa lo sfogo. :-)

PS: Non c’era solo dolore, lotta, contestazione…ma anche tante risate, le gite, le passeggiate (o “seghe”!) in centro o in un parco…i gavettoni (ho ritrovato su FB uno dei colpevoli!!)…l’amore…
Il più bel periodo della mia vita…dopo la nascita dei figli…ovvio! ;-)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Vera62

#3    09 Novembre 2008 - 11:54
 
Zietto!! Grazie 1000 x la dedica...ma ricordati k faccio il secondo!!
P.s.: sempre orgogliosa d avere una famiglia con questa...storia ;-)
utente anonimo

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